COME RISCHIARE DI NON COMPERARE LA CASA DEI TUOI SOGNI. ANCHE SE OFFRI IL PREZZO PIENO. E CHIEDI SCUSA AL PROPRIETARIO.

Come già saprai se hai smanettato un pò su questo blog, l’obiettivo principale di ciò che scrivo è  aiutarti a comperare la casa dei tuoi sogni.

Per fare questo di tanto in tanto ti svelerò qualche trucco, in realtà degli espedienti, che sono chiari solo per chi guarda lo spettacolo dal retro del palco.

Per esempio è facile incappare in vicoli ciechi che ti condurranno, nel migliore dei casi, ad allungare un comodo rettilineo, trasformandolo in un districato susseguirsi di curve.

Alcuni di questi errori potrebbero portarti a rischiare di non comperare la casa dei tuoi sogni.

Neanche se offrirai il prezzo pieno rispetto la richiesta.

Ma come si cade in questo errore?

Vediamo alcuni esempi.

Criticare un bene altrui non lo farà svalutare ma ci renderà certamente poco simpatici.

Un possibile acquirente che commenta sprezzante e senza alcuna sensibilità la casa che sta guardando alla presenza del proprietario è sulla buona strada per raggiungere questo poco invidiabile risultato.

Devi sapere che per molti proprietari la propria casa è quanto di più caro. Seconda solo ai propri bimbi.

Spesso chi visiona tende a sottolineare ogni aspetto negativo con l’idea (fantasmagorica direi) che i difetti deprezzeranno la casa anche agli occhi dei proprietari.

Saltando a piedi pari il proverbiale concetto che chi disprezza vuol comprare, tanto antico che dovrebbero arrivarci tutti a capire che è superato, è chiaro che commentare negativamente la casa non vi farà entrare nelle grazie del proprietario.

Di base succede questo.

Commentate, ed intanto vi sentite i maghi della trattativa, che fratelli in affari spostati proprio. (Perché lo so che lo guardate e prendete spunto!)

Ci salutiamo sulla porta con il proprietario che vi sfoggia il sorriso di circostanza più cortese che conosce.

Vi saluto anche io mentre vi riaccompagno all’auto e sudo freddo.

Tre.

Due.

Uno.

Driiiiiiin (vabbo io ho una suoneria degli AC/DC ma era per rendere l’idea).

Mi squilla il telefono.

”Arcangelo a questo tizio la casa non la vendo neanche a prezzo pieno”

Il gioco è fatto. Ci siamo giocati l’acquisto.

Ahi voglia poi a cercare di convincere il proprietario che

  • non ci dobbiamo formalizzare,
  • che è un gioco di ruolo,
  • che bisogna essere pragmatici e distaccati,
  • e qualsiasi altra cosa di circostanza che mi viene in mente utile a farvi apparire delle persone gentili e sensibili.

Di questa situazione abbiamo anche la combo assoluta.

La visita con le famiglie.

Troppi troppo presto è deleterio.

FERMI TUTTI!

Sono contrario alla visita con le famiglie?

Assolutamente no.

Se avrete modo di fare qualche visita con me vi renderete conto che sarà un passaggio che caldeggerò in prima persona.

I nostri genitori sono parte fondamentale della nostra vita ed io per primo che ho sempre tenuto alla mia indipendenza credo sia appagante condividere con loro un passo tanto importante.

L’unico aspetto che gestirei sono le tempistiche.

Prima una visita con la mia compagna che mi permetta di capire se può essere la casa in cui voglio mettere su famiglia.

Poi tutte le visite del caso per permettere di valutare insieme a chi ci vuole bene un passo cosi importante.

Io consiglierei anche una visita con un tecnico di fiducia…che di certo male non farà.

Ma non tutti assieme.

”Arcangelo è stato uno stupro”

Questa è la frase che mi è rimasta più impressa riferitami da una proprietaria dopo una circostanza di questo tipo.

Perché di certo non c’è l’intenzione diretta ma è questo che accade o che perlomeno viene percepito.

Si riempie l’abitazione di una persona che vuole vendere il suo immobile ma magari non ha avuto ancora il tempo di abituarsi realmente all’idea di avere estranei in casa.

Gente che va in giro per casa liberamente. E’ successo.

Spesso si è in sei ed io non riesco a seguire tutti contemporaneamente con il risultato che si è contemporaneamente in camere diverse e si ha la sensazione di perdere il controllo su qualcosa che era molto intimo fino ad un minuto prima.

Si inizia a commentare o a rivolgersi alla proprietaria/o (come nel caso precedente) ma in un numero esponenzialmente differente.

Non è facile per chi è dall’altra parte.

Come fare quindi?

Beh è un pò come quando bevi e devi guidare.

Visita responsabilmente.

Fin dal primo passo partiamo con responsabilità.

Facciamo la prima visita in cui ti esporrò l’immobile.

Finita la visita ci fermeremo assieme e mi racconterai le tue prime impressioni, in separata sede e quindi libero di esprimerti senza alcun pregiudizio, mi dirai cosa ti ha colpito e cosa hai meno apprezzato.

Qualche giorno dopo ci risentiremo per capire se le valutazioni sono divenute più ampie.

Capiremo assieme se le tue preoccupazioni possono essere risolte con qualche variazione dell’immobile, in cui spesso si può incorrere.

O semplicemente cercheremo altro.

Ma magari, come mi auguro, è la casa che fa per te ed in quel caso, potrò spiegare alla proprietà che dopo la prima visita e, visto il tuo interesse, è una normale consuetudine rendere partecipe la famiglia.

Il proprietario ne sarà contento perché lo vivrà come un secondo step necessario e propositivo.

Solo dopo le visite che avrai ritenuto opportune in una situazione completamente serena e priva di vicendevoli “stressature” potremo iniziare tra le parti la nostra trattativa.

Spero di essere stato d’aiuto.

Come sempre ti invito a contattarmi gratuitamente al seguente numero verde

per chiacchierare dal vivo della compravendita della tua casa!

 

 

 

 

 

 

 

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